La Pianista Rodigina Milena Dolcetto alla XIV RASSEGNA MUSICALE CITTA’ DI PADOVA
Giovedì, 22 Ottobre 2009
Lydia Easley - Milena Dolcetto
XIV RASSEGNA MUSICALE “CITTA’ DI PADOVA”
Sabato 24 ottobre ore 17
Studio Teologico del Santo
Basilica di Sant’Antonio - PADOVA
LYDIA EASLEY soprano
MILENA DOLCETTO pianoforte
I Maestri del Lied tedesco: Schubert, Wolf, Strauss
Si completa sabato 24 ottobre alle ore 17 nello Studio Teologico del Santo il ciclo cameristico vocale inserito all’interno della tradizionale
rassegna concertistica organizzata da I Musici Patavini in collaborazione con l’Assessorato alla Cultura del Comune di Padova.
Il soprano Lydia Easley con Milena Dolcetto al pianoforte offriranno un programma dedicato alla pagine più belle e conosciute della liederistica tedesca, partendo da Schubert e passando per Hugo Wolf e Richard Strauss.
Ingresso: interi euro 3 euro, ridotti euro 2
(biglietti disponibili da un’ora prima l’inizio
del concerto). Infotel 049.8808483, imusicipatavini@libero.it.
IMMAGINI ARTISTI:
http://picasaweb.google.com/imusicipatavini/DuoEasleyDolcetto#
Grazie.
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I MUSICI PATAVINI
M° Matteo Mignolli - presidente
C.so V. Emanuele, 116
35123 Padova
Tel/Fax +39.049.880.8483
www.imusicipatavini.it
Programma concerto 24 ottobre 2009 ore 17.00
Lydia Easley soprano
Milena Dolcetto pianoforte
Prima parte
Franz Schubert 1797 – 1828
Heidenröslein (J.W.Goethe)
An den Mond (J.W.Goethe)
Gretchen am Spinnrade (J.W.Goethe)
Ave Maria (W. Scott)
Du bist di Ruh (F. Rückert)
Nacht und Träume (M. von Collin)
Ständchen (da Schwanengesang)
Die junge Nonne (J. N. Craigher)
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Seconda parte
Hugo Wolf 1860 - 1903
da Italienisches Liederbuch
Auch kleine Dinge
Wir haben beide lange Zeit gescwiegen
Mein Liebster singt am Haus in Mondenscheine
Ich hab’ in Penna
Richard Strauss 1864 – 1949
Die Nacht (H. von Gilm)
Zueignung (H.von Gilm)
Allerseelen (H.von Gilm)
Ständchen (A.F. von Schack)
“Dai miti ellenici, ai cupi paesaggi protoromantici, alla notte novalisiana popolata di dubbi e paure, il Lied schubertiano accoglie temi e sollecitudini, li fa propri, in un mondo fantastico tramutato in spazi cosmicamente vasti, proiettati verso l’Eterno Tutto o l’interminabile Nulla. Proprio questo contrasto tra Tutto e Nulla compendia la “divinità” di Schubert, autore di melodie che racchiudono la forza semantica di messaggi consegnati ai posteri. Uomo e genio si fondono l’uno nell’altro per una continua dicotomia interiore, che riesce a rivelarci il vero volto dell’artista sempre e soltanto attraverso la sua Arte”. Così si esprime in modo puntuale la musicologa Maria Giovanna Forlani nell’utile quanto conciso volume che una associazione musicale culturale simile a questa ha pubblicato anni fa in occasione di una commemorazione schubertiana.
Poco più che vent’enne, già oltre il mezzo del cammino della sua breve vita, Schubert musicava in Gebet questi versi, quasi una preghiera: “Se desideravo cantare l’amore, non riuscivo a esprimere che il dolore; se desideravo esprimere il dolore, la mia musica lo trasformava in amore”.
“La felicità – continua la Forlani – vive nei suoi Lieder perché tra la gioia e la disperazione noi cogliamo la riflessione intellettuale, l’entusiasmo profondo dell’attimo creativo. Il rapporto tra musica e parola diventa in Schubert un processo inconscio, quasi spontaneo e naturale; dalle forme di modeste proporzioni alle poderose composizioni sinfoniche, la determinazione a percorrere un cammino di estraniazione dalle “cose di quaggiù” diventa totalizzante”.
Il Lied tedesco con i suoi significati di canto e canzone, un genere che all’epoca di Schubert poteva vantare già una storia di notevole importanza, trova nel Genio del compositore viennese possibilità espressive di sì alto valore che non sono da imputarsi ad un processo evolutivo ma ad una serie di intuizioni straordinarie che già agli esordi del suo comporre trovano alta proiezione estetica.
Schubert esplora il Lied con svariate possibilità tecniche e formali coniugando e amplificando il rapporto parola-musica in una sintesi che ancora stupisce e affascina pubblico ed esecutori.
Nella vastissima produzione del Maestro si possono delineare tre grandi gruppi liederistici: al primo appartengono i Lied strofici dove una stessa melodia viene ripetuta per tutte le strofe della poesia musicata (con una serie di modificazioni della struttura base praticamente infinite). Il secondo gruppo accoglie i Lieder “durchkomponiert” dove le strofe sono interpretate tutte con diversa melodia ma l’accompagnamento pianistico denota uniformità nella struttura compositiva; il terzo gruppo esprime la cifra della “scena operistica” con una serie di sezioni tra esse indipendenti dove i cambi di tonalità, di metro e di tempo, denotano stati d’animo diversi.
Accanto al Principe del Lied altri due Geni della letteratura vocale da camera tedesca: Hugo Wolf proposto in un atto di amore nei confronti della nostra terra. Come scrive Hermann Bahr: “Egli si affondava nell’essenza delle parole quasi fosse l’essenza della sua stessa vita. Era chiaro che quella musica non poteva essere aggiunta da un uomo, ma apparteneva ai versi per legge naturale e spontanea. Per non averla avvertita anche prima, bisogna dire che il nostro udito fosse imperfetto; perché essa era stata sempre in quei versi. Wolf non aveva fatto altro che renderla udibile”.Le poesie italiane (Italienisches Lieder) occupano un posto particolare nella considerazione degli ammiratori di Wolf a causa della combinazione di eccezionale intensità di espressione e della altrettanto eccezionale economia di mezzi espressivi. Le poesie sono estremamente corte, ma anche entro questi limiti auto-imposti Wolf frequentemente raggiunge una profondità espressiva che è senza paragoni non solo nella storia del Lied tedesco ma anche nell’ambito dei suoi stessi lavori. “L’Italienisches Liederbuch è tutto un prodigio di arresti vocali, a significare talvolta un’ardita confessione, talaltra un consenso vergognato, o una trepida attesa. Potrà invece la parola-chiave essere sostenuta da subitanei allargamenti, dalla nota lunga che Wolf usa con infallibile distribuzione” (Bortolotto).
E per finire Richard Strauss, espressione liederistica tra le più raffinate e meravigliose. I suoi Lieder stemperano nell’aria assolute visioni. “Tre anni prima che il genio di Hugo Wolf trovasse l’ultima nuova via nei destini della forma del Lied, Richard Strauss - di quattro anni più giovane - lascia subito intendere le grandi potenzialità di una scelta pur basilarmente conservativa. In Strauss il Lied, per quanto complesso e di difficile esecuzione, non perderà mai la sua conciliante dimensione d’intrattenimento, anche grazie a scelte poetiche quasi mai impegnative e ad un virtuosismo interpretativo ma non concettuale” (Erik Battaglia).
Lydia Easley soprano
Dopo aver studiato canto con Elisabeth Mosher a Tucson presso la University of Arizona si è trasferita in Italia con una borsa di studio che le ha dato la possibilità di studiare con Elio Battaglia presso il Mozarteum di Salisburgo, l’Accademia Musicale Pescarese e la Scuola Superiore Hugo Wolf di Acquasparta. Ha inoltre seguito numerose masterclass tenute da Irwin Gage, Dietrich Fischer-Dieskau, Christa Ludwig, Heinz Zednik e Thomas Hampson.
Nel 2003 ha vinto il premio “Preisträger” alla Sommerakademie del Mozarteum grazie al quale ha partecipato ad un concerto nell’ambito del Festival di Salisburgo. Nel 2004 ha vinto il 2º Premio e il Premio del Pubblico al 10º Concorso Internazionale di Canto Cameristico “Cesare Augusto Seghizzi”.
Si è esibita in compagnie d’opera e con orchestre quali quelle del Teatro Colon di Buenos Aires, ne “La Valchiria” di Richard Wagner sotto la direzione di Charles Dutoit, del Teatro dell’Opera di Roma, ne “Il Fantasma della Cabina” di Marco Betta diretto da Aldo Sisillo, del Teatro Comunale di Bologna, nella Prima mondiale di “Malombra” di Marco Enrico Bossi, con l’Orchestra Giovanile del Piemonte, con l’Orchestra Sinfonica “Giuseppe Verdi “di Milano diretta da Roberto Polastri, e sotto la guida di direttori quali Alistair Dawes, Massimo Donadello e Riccardo Chailly, con chi ha inoltre collaborato in una registrazione discografica per la Decca.
Al suo agio anche nel ambito concertistico, Lydia Easley è riconosciuta come studiosa ed interprete di una grande parte del repertorio vocale da camera internazionale. Ha tenuto Liederabend per “Settembre Musica” e per l’Unione Musicale di Torino, per il Festival Strauss organizzato dall’Accademia Hugo Wolf a Perugia, per la Festa Europea della Musica e il per Centro Studi Americani a Roma, per la Società Musicale “Venezze” di Rovigo e nell’ambito di molte altre manifestazioni in tutta Italia. Di recente Ms. Easley si è esibita insieme ai Solisti Aquilani con il brano “Elegia per la Pace” di Francesco Giammusso in un galà offerto ai Capi di Stato in occasione del G8 dell’Aquila. Nel corso di 2009 uscirà un suo CD con musiche di Aaron Copland con Enrico Maria Polimanti al pianoforte. Fra i suoi prossimi impegni si segnala il suo debutto nel ruolo di Abigaille (Nabucco) presso il Stadtstheater Bremerhaven, Germania.
milena dolcetto pianista
Dopo il diploma di Maturità Magistrale e intrapresi gli studi di musicologia all’Università di Padova, Milena Dolcetto si è diplomata al Conservatorio “Francesco Venezze” di Rovigo sotto la guida della prof.ssa Gianna Giorgetti.
Nel 1997 ha conseguito nello stesso Conservatorio il massimo dei voti diplomandosi al corso di Musica Vocale da Camera tenuto dal maestro Erik Battaglia.
Ha seguito stages con il maestro Alexander Lonquich e il Corso di Alto perfezionamento in pianoforte e musica da camera sotto la guida del maestro Marian Mika.
Dal 1996 partecipa ai Corsi di Canto da Camera “Il Lied tedesco” alla Scuola superiore per cantanti e pianisti collaboratori “Hugo Wolf” diretta da Elio Battaglia diventandone assistente dal 1998 al 2003 e avendo l’opportunità di partecipare alle Master Class dei grandi Maestri Dietrich Fischer-Dieskau, Christa Ludwig, Renate Faltin.
Ha frequentato nell’anno accademico 2001-2002 il Corso post diploma organizzato dal Conservatorio Statale “Francesco Venezze” riguardante l’Opera di Luigi Dalla Piccola e nel 2005-2006 il primo anno del Biennio universitario in Discipline Musicali (corso in musica da camera).
Ha frequentato corsi di interpretazione vocale con Steave Woodbury, Giovanni Acciai e stage con il M° Dalton Baldwin.
Ha collaborato con ensemble e orchestre da camera (Elemiah Ensemble, Filarmonici Veneti, Offerta Musicale di Venezia, etc.).
Ha partecipato all’attività della Compagnia di Balletto Fabula Saltica ed è stata pianista del corpo di ballo, nonché docente di educazione musicale ai Corsi di perfezionamento per danzatori sostenuti dalla Regione Veneto.
E’ pianista anche all’Accademia Danzarteatro di Padova (International Cecchetti Society).
Nel 2004 e nel 2005 è stata pianista ai Corsi di perfezionamento estivi della Royal Accademy of Dance di Londra.
Ha lavorato in qualità di maestro collaboratore o pianista del corpo di ballo per numerosi teatri: Teatro Sociale di Rovigo, Comunale di Bologna, Comunale di Treviso, Gran Teatro La Fenice di Venezia, Teatro Comunale di Ferrara.
La sua attività concertistica è affiancata da quella didattica: dal 1992 al 2003 è stata docente di pianoforte principale e musica vocale da camera all’istituto musicale “Sette Note” di Rovigo. Ora insegna le stesse materie nella scuola pianistica da lei diretta a Rovigo.
Dal 2000 al 2005 è stata insegnante ai Corsi Propedeutici del Conservatorio Statale di Musica “Francesco Venezze” di Rovigo. Nel 2007 docente di pianoforte alla Scuola Media “Parenzo” di Rovigo.
Nel 2001 Segreteria tecnico – musicale del Concorso Toti dal Monte – Teatro Sociale di Rovigo.
Nel 2004 Segreteria artistica - Teatro Sociale di Rovigo.
Nel 2005 e nel 2006 Direzione artistica e segreteria artistica ai Corsi internazionali di perfezionamento musicale organizzati dall’Associazione NOI - Teatro Studio, Rovigo.
Nel 2006 Direzione artistica dei Concerti per un affresco – villa Badoer, Fratta Polesine, organizzati dalla Provincia di Rovigo in collaborazione con Turismo & Cultura e Comune di Fratta Polesine.
Giornalista pubblicista, collabora con riviste musicali specializzate, quotidiani ed enti teatrali, pubblicando saggi, articoli e tenendo conferenze di competenza musicologica. Ha lavorato e lavora con rapporti di ufficio stampa, promozione comunicazione e immagine con gli Assessorati alla cultura dei Comuni di Rovigo e Padova, dell’Ente Rovigo Festival, dell’Associazione Balletto “città di Rovigo” e della Provincia di Rovigo. Ha curato gli apparati delle stagioni liriche, concertistiche e di prosa degli ultimi quaranta anni del libro “Il Teatro Sociale di Rovigo” della Marsilio Editore. Per lo stesso teatro cura da febbraio 2008 tutto il materiale pubblicitario-divulgativo e i suoi apparati culturali. Di recente pubblicazione il suo volume “Insieme per cantare - l’esperienza corale di Giorgio Mazzucato - Rovigo 1973 -1998” edito da Minelliana. Dal 1996 è corrispondente del quotidiano Il Gazzettino - Pagina cultura e spettacoli.
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