Sgrunf…a cena con il maiale
mercoledì, 30 gennaio 2008

“A tavola non si invecchia”, si dice, a tavola il tempo sembra non passare, purché ci sia il conversare tra amici, ci sia la storia e ci sia da consumare un modello culinario noto e riconosciuto. Venerdì sera all’agriturismo I Quarti di Guarda Veneta, ospiti di Diego Maggiolo e della sua famiglia, per la seconda tappa della manifestazione enogastronomica “SGRUNF…il maiale in tavola” targata Ca’Polesine e SlowFood, gli ingredienti per una serata speciale c’erano proprio tutti: un bel gruppo di commensali, seduti ai tavoli della sala pranzo della vecchia casa padronale ottocentesca, vini generosi dell’Azienda Valle di Papozze e un menù ricco di sapori di casa e di tradizioni passate.
C’è stata la storia dei mulini sul Po, suggestivamente narrata dalla dott.ssa Francesca Forza, una giovane ricercatrice dell’Università di Verona, che ha rapidamente tratteggiato il mondo ormai perduto di quando le sponde del Po brulicavano di carri carichi di frumento e di farina e le acque del fiume rimandavano il cigolare delle pale che macinavano ininterrottamente. Un mondo tutto particolare, quello dei mugnai, ambiguo e misterioso. Mulini fantasma che macinavano anche la notte dei morti quando vi era il tabù del lavoro; molinari astuti che riuscivano, come le donne, ad imbrogliare anche il diavolo, come avvenne a quel mugnaio di Guarda Veneta.
E infine lui, il protagonista della serata, l’animale per eccellenza, il salvadanaio della famiglia Polesana: il maiale preparato con sapienza nelle varie modalità dalla signora Maria Pia Maggiolo e dalla giovane aiutante Lara.
Tanto per cominciare un buon risotto con i rovinassi con riso del Delta e carne di maiale, uno dei piatti canonici dei giorni della macellazione, noto anche risotto del massìn, il norcino, risotto col pisto, risotto col tastatale, molte varianti di una vivanda del giorno in cui la famiglia poteva permettersi un giorno di abbondanza in onore dell’animale ucciso. Varianti che stanno a dimostrare la variegata ricchezza della tradizione polesana. Son seguiti poi gli ossi lessi, che del maiale esaltano tutta la grandezza, e le costegnole. Infine i dolci di Carnevale. Un serata che ha valorizzato “lo stare a tavola” con il piacere di ritornare al tempo in cui l’uccisione del maiale era una festa come se il tempo si fosse effettivamente fermato.
La rassegna enogastronomica di Ca’Polesine e Slow Food, tra i ristoranti del Polesine, prosegue in Centro Storico a Rovigo, Giovedì 31 Gennaio all’Osteria Ai Trani per una serata in cui la Bondola sarà la Regina e si concluderà in Alto Polesine, precisamente a Runzi-Bagnolo di Po, Venerdì 8 Febbraio all’Agriturismo Valgrande.
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